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Il comune di Granozzo Con Monticello appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Pecorso 6 - Cascina Graziosa

Nome Descrizione
Indirizzo Casalino - Granozzo con Monticello - Casalino
Punto di partenza Casalino
Punto di arrivo Casalino
Lunghezza 2.2 Km
Caratteristiche Lunghezza: 15 Km
Fondo: asfaltato, sterrato
Traffico: promiscuo
Informazioni Atl di Novara - Tel. 0321.394059
Il territorio dell'Unione Basso Novarese, formato dai Comuni di Casalino e Granozzo con Monticello, è un'ampia area di pianura in cui la coltivazione del riso detta, da cinque secoli, le regole della trasformazione del paesaggio.
Oggi vi prevalgono le risaie di grande estensione, che si spingono all'orizzonte senza soluzione di continuità, se si fa eccezione per i rari filari di pioppi e i fabbricati delle cascine.
Il percorso tocca i centri abitati intercettando I strai di mundini (Le strade delle mondine), itinerari lungo i quali i monumenti e alcune cascine (tra cui la Graziosa) sono puntualmente descritti da pannelli informativi.
A Casalino l'edificio eminente è la chiesa romanica di San Pietro (XI secolo, con affreschi quattrocenteschi), oggi accessibile solo in occasioni particolari (il 29 giugno, per esempio).
Il castello (di proprietà privata) ha impianto che pare risalire al XIV secolo, mentre ottocentesca è la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, in cui la cappella dell'Annunciata testimonia l'esistenza di una più antica chiesa, abbattuta per far posto alla nuova: nel 1995 vi sono stati scoperti due cicli di affreschi del XV secolo (Parete dei Santi).
Si imbocca la SP 6, che procede rettilinea, fiancheggiata da canali. Circa a metà del tragitto è visibile, a sinistra sul cavo Laura, una piccola chiusa recentemente ristrutturata. Attraversato l'abitato di Granozzo, in cui spicca l'oratorio di San Rocco (con due affreschi del XV e del XVI secolo), ci s'inoltra di nuovo nella campagna, varcando la roggia Biraga, derivata dal fiume Sesia (fu concessa nel 1488 da Ludovico il Moro alla famiglia Rizzo-Birago, da cui prese il nome), e raggiungendo la cascina Carrera, che segna la direzione verso Case Sparse.
Piegando a sud e imboccando la strada vicinale del cavo Palizzina, si oltrepassa un intreccio di corsi d'acqua irrigui, per avvicinarsi alla Cascina Martelletto, complesso che conserva caratteri di tipicità costruttiva, a corte chiusa: lo lambisce la fontana Palizzina, che alimentava il mulino, ancora presente.
A est si vede la cascina Nuova, di più modeste dimensioni.
In primavera l'allagamento delle risaie offre un bellissimo spettacolo: la Nuova appare come sospesa sulle acque, sullo sfondo della vegetazione che borda un'ansa dell'Agogna, distante poche centinaia di metri.

Ora ci si dirige a nord, lungo la strada sterrata che, fra i cavi Martelletto e Cattedrale, arriva alle spalle del cimitero di Monticello, costruito attorno all'antico oratorio di San Rocco. Di nuovo su strada asfaltata, ci si porta alla piazza, dove sono il castello e la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, di fine Cinquecento.
Il castello (di proprietà privata) è l'elemento di maggior caratterizzazione: comprende un torrione medievale e una costruzione quattrocentesca con finestre ad arco acuto, affiancati da edifici d'epoche successive.
Lungo la SP 9, oltre la cascina Calcinara, che si narra ospitasse le grandi feste per la fine della stagione di monda, dopo un breve tratto in direzione di Novara si prende a sinistra la strada vicinale della Lobbietta, accompagnati dal cavo Cattedrale.
Attraversata nuovamente la roggia Biraga, la si tiene sulla destra, verso le cascine Remondà e Bottigella (o Battigella, ormai disabitata), per dirigersi a nord alla Graziosa, una delle più grandi e note del Novarese.
Di origini probabilmente cinquecentesche ricorda nel nome la famiglia dei Graziosi, che ne era proprietaria all'inizio del XVII secolo.

Si rientra verso Granozzo e Casalino lungo lo stesso percorso, ma questa volta passando davanti alle cascine Lobbietta e Carità, piccole strutture disabitate che sono mute testimonianze di un tempo in cui il progresso tecnologico non aveva ancora così profondamente trasformato il lavoro nei campi.
La prospettiva è interrotta solo da pochi filari di pioppi, mentre la vegetazione spondale della roggia Biraga, ora più lontana, sulla sinistra, emerge dalle risaie come la promessa di un'oasi.
Sola compagnia dei passanti sono le garzette, gli aironi e altri uccelli, tra cui a volte capita di riconoscere qualche nibbio in cerca di prede.

Tratto da:
Percorrerepiano - Vie Verdi
Atl Provincia di Novara

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