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Il comune di Granozzo Con Monticello appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Castello di Granozzo (Sec. XIII)

Nome Descrizione
Indirizzo Località Granozzo
Pubblicazioni ASDN, Atti di visita, t.190, 1667; t.305, 1760
G. Andenna, Adar per Castelli. Da Novara tutt'intorno, Torino, 1982
F. Dessilani, I Comuin novaresi. Schede storiche, Novara, 2001

a cura di Susanna Borlandelli


Riguardo al castello di Granozzo esistono testimonianze documentarie solo a partire dal 1347, che parlano di una costruzione fortificata di ampie dimensioni, dotata di fossato e nella quale risultavano presenti numerose abitazioni e una chiesa intitolata ai Santi Cosma e Damiano.
Nella fortificazione abitava la famiglia Tettoni, i cui esponenti si definirono "nobiles" nel 1417, quando giurarono fedeltà a Filippo Maria Visconti, i Tettoni mantennero la loro residenza anche quando il duca di Milano concesse Granozzo in feudo a Donina Visconti, moglie di Alessandro Bentivoglio di Bologna.
A partire dal 1495 si trova anche indicato il termine "receto castri Granocii". Accanto o dentro la più antica fortificazione dovevano essere sorte altre costruzioni difensive, differenziate comunque dal "castrum".
Gli edifici che attualmente occupano la zona corrispondente all'antico castello risalgono all'epoca settecentesca e presentano notevoli manomissioni, risultando ormai inglobati nel tessuto urbano. Nessuna traccia resta dell'antico fossato e delle mura difensive.
Le relazioni di visita pastorale permettono invece di ricostruire la storia e l'aspetto dell'oratorio "in castro", presente già dal trecento, dedicato ai Santi Cosma e Damiano e di diritto di patronato dei nobili Tettoni. Si trattava di un edificio romanico ad una sola navata, voltato, ornato di antiche pitture.
Nel 1677 il canonico della cattedrale Giacomo Antonio Sonno, patrono e beneficiano della chiesa, fece eseguire come pala d'altare una tavola rappresentante la Madonna col Bambino affiancato dai Santi titolari.
Già nel 1667 però la volta dell'edificio minacciava rovina. Nel 1760, con una lettera da Milano, il marchese diede avviso dell'imminente visita del vescovo e ordinava di predisporre tutto il necessario, visto che la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, di cui godeva il beneficio, era sprovvista di ogni cosa. Alla fine del XVIII secolo l'oratorio veniva dichiarato inagibile e, più tardi, risultava affittato come locale d'uso abitativo

Tratto da:
Storia e Documenti Artistici del Novarese
Paesi fra le Risaie - Vol.29
Provincia di Novara
Assessorato alla Cultura e ai Beni Culturali - 2004
Testi parte storica: Susanna Borlandelli